Una via che pare diritta

la via che pare diritta
la via che pare diritta

Un incidente successo poco tempo fa ha riportato in auge il tema dei navigatori satellitari che a volte portano gli automobilisti a sbagliare strada, con esiti a volte drammatici. Una famiglia, infatti, (nonna, papà, mamma incinta al settimo mese e bimbo di due anni), seguendo le indicazioni date dal navigatore è rimasta impantanata nel fiume Feltrino, a Frisa (Chieti), località Vallone con l’auto intrappolata tra un dirupo e il letto del fiume. Come se non bastasse pioveva a dirotto. L’uomo ha chiesto aiuto al 113. Dopo ore di ricerche i quattro sono stati portati in salvo. Una disavventura, ma non certamente unica. 

Alcuni tecnici che lavorano in aziende produttrici di navigatori hanno spiegato che in Italia cambiano spesso i nomi delle strade, i sensi di marcia, si creano nuove rotonde, i lavori in corso durano anni. In alcune zone, poi, la copertura Gps è scarsa. Per questo occorre che gli utenti aggiornino continuamente le mappe.
Il consiglio dato da un noto ingegnere è il seguente: “I navigatori non sono macchine perfette, perciò non bisogna mai abdicare alla propria capacità di ragionamento”.
Sono così tornati di moda i consigli su come usare il navigatore senza esserne vittime. I principali sono: impostare la destinazione solo ad auto ferma. Regolare la scala della cartina, la luminosità e il volume della voce narrante prima di partire. Ricordarsi di non impegnare la propria attenzione sullo schermo mentre si guida a 130 all’ora in autostrada.
In realtà questi strumenti, che sono utili, possono anche sbagliare nel disegnare una strada o nel suggerire una indicazione.

DIFFIDA DELL’APPARENZA
Nella Bibbia c’è un verso ripetuto due volte: “C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma essa conduce alla morte” (Proverbi 14:12; 16:25)
L’espressione “sembra diritta” ci parla di apparenza e chi fa uso dei navigatori concorderà che a volte la strada indicata sembra essere la migliore, ma a volte ti conduce in aperta campagna.
Sbagliare una strada è possibile nella vita quotidiana, così come nella vita spirituale. Durante la seconda guerra mondiale, le truppe italiane battevano in ritirata. Per giungere in un luogo sicuro, il comandante dispose che la via migliore da seguire era quella tratteggiata sulla loro cartina e che prevedeva il passaggio di un ponte di diversi metri, oltre il quale si sarebbero potuti nascondere nella fitta vegetazione. La via era la migliore, ma qualcuno sollevò l’interrogativo: “I nemici potrebbero aver disposto degli ordigni prevedendo il nostro passaggio. Cerchiamo una via più lunga, ma più sicura”. Chi parlò in questo modo era un semplice maresciallo, ma fu così convincente che il capitano non lo mise a tacere e seguì il suo consiglio, e fu così che migliaia di soldati furono salvi, infatti il ponte era stato minato ed al loro passaggio avrebbero fatto esplodere l’ordigno e tutti sarebbero morti senza che nessuno avrebbe potuto mettersi in salvo. 
Così accade alla nostra vita. C’è una via che sembra dritta, invece conduce alla morte.

NON DARE NULLA PER SCONTATO
La Bibbia non è come un navigatore che ha una percentuale di errore. Essa è una guida perfetta ed infallibile; è come una bussola, che ci indica in quale direzione andare. 
Un giorno l’apostolo Paolo, unitamente a Sila, voleva andare ad evangelizzare l’Asia, ma lo Spirito Santo glielo impedì. Cercavano di andare in Bitinia; ma lo Spirito di Gesù non lo permise loro; Paolo ebbe durante la notte una visione: un macedone gli stava davanti e lo pregava dicendo: «Passa in Macedonia e soccorrici». 
Convinti che Dio li aveva chiamati là ad annunziare il Vangelo, si recarono a Filippi, colonia romana e la città più importante di quella regione della Macedonia. Qui Dio manifestò la Sua gloria e nacque una chiesa.
Non dare nulla per scontato! Se la via ti sembra dritta, accertati che lo sia veramente. Un vero credente, nato di nuovo, ha imparato a chiedere sempre consiglio a Dio. Lui sa qual è la strada migliore da percorrere. Pertanto non far vincere il tuo orgoglio, la tua presunzione, non appoggiarti sul tuo discernimento: accertati ai piedi della croce di ciò che Dio vuole da te. Non dare nulla per scontato, perché c’è una via che sembra dritta, ma conduce alla morte.

NON CERCARE SCORCIATOIE
Quante volte ci è capitato di ascoltare consigli su come arrivare prima a destinazione. Il navigatore stesso ti pone di fronte ad una scelta: “Itinerario più veloce o percorso più breve”. Di che cosa tiene conto il navigatore nel momento in cui calcola il percorso? Di semafori? Di strade secondarie per arrivare prima? Non è dato di sapere. Quante volte abbiamo detestato quel consiglio ricevuto o ci siamo detestati per averlo ascoltato. Le scorciatoie non sempre sono buone come possono sembrare. 
Gesù, dopo aver annunciato ai discepoli la Sua prossima partenza dal mondo, vedendoli turbati e amareggiati, li rassicurà e li invitò a non perdersi d’animo, ad aver fiducia in Lui, poiché non li avrebbe abbandonati. Tommaso, uno dei dodici, chiese al Maestro quale fosse la via per poterLo seguire. La risposta di Gesù alla perplessità di Toma, fu una delle più alte e complete definizioni che Egli diede di sSe stesso: “Io sono la via, la verità e la vita”.
È una sintesi della Sua missione e della Sua identità. Tuttavia il termine più importante è il primo, “la via”, mentre gli altri due, “verità” e “vita”, servono come spiegazione (cioè: “Io sono la via, in quanto verità e vita”).
Definendosi “via”, Gesù afferma che nessun uomo può camminare verso Dio se non passa attraverso di Lui. Se tutte le strade conducono a Roma, una sola è quella che conduce alla salvezza eterna di Dio: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 10:6).
Anche oggi Gesù rimane l’unica via da percorrere di fronte alle tante che vengono proposte all’uomo e che “sembrano diritte, ma che conducono alla morte”.
Gesù è la via! Egli ha preso su di Sé il nostro peccato, è morto al posto nostro, scontando il castigo che meritavamo noi. Tre giorni dopo, Gesù risuscitò dai morti, dimostrando la Sua vittoria sul peccato e sulla morte. 
Gesù morì affinché noi potessimo vivere. 
Se mettiamo la nostra fede in Gesù, confidando nella Sua morte come pagamento dei nostri peccati, siamo perdonati e lavati da tutte le nostre colpe. 
Allora la luce verrà accesa sul nostro cammino. Avremo accesso a una vita soddisfacente. Conosceremo il nostro vero miglior amico e buon pastore. Sapremo di avere vita dopo la morte: una vita da risorti in cielo per l’eternità con Gesù! Solo Lui è la via. Le altre vie, anche se sembrano diritte, conducono alla morte!

Domenico Modugno